Rappresenta uno dei complessi più spettacolari della Roma barocca. Le dimensioni e la forma le derivano dallo Stadio di Domiziano che aveva una capienza di 30000 spettatori. Esso poggiava su un preesistente recinto di legno già utilizzato da Cesare, poi da Augusto e Nerone per ludi ginnici. La piazza è abbellita lungo l'asse mediano da tre fontane alimentate dall'Acqua Vergine: a Nord la Fontana del Nettuno, al centro la spettacolare Fontana dei Quattro Fiumi opera di Gianlorenzo Bernini e a Sud la Fontana del Moro. Le statue colossali e angolari presenti in quella dei Quattro Fiumi rappresentano il Nilo, il Rio della Plata, il Tevere e il Danubio e la postura di esse ha fatto insorgere la credenza che vi fosse una tacita rivalità col Borromini. La Fontana del Moro (pure abbozzata dal Bernini) rappresenta un etiope che lotta con un delfino. Durante l'Alto Medioevo nella piazza vi sorsero case-torri mentre nel Rinascimento vi fù trasferito il mercato del Campidoglio. Nel lato Ovest si erge la Chiesa di S. Agnese in Agone, ultimata dal Borromini e sul lato opposto la Nostra Signora del Sacro Cuore, già San Giacomo degli Spagnuoli, eretta per il Giubileo del 1450.